La metodologia di lavoro
Uno spazio differente è necessario per poter reinterpretare il proprio ruolo.
In maniera forse semplicistica ma efficace si può dire che a volte le relazioni
fra contesto scolastico e ragazzi sono "bruciate". Perché non provare a farle
ripartire da un punto differente? Il percorso pensato per questo gruppo target è
un laboratorio che va incidere su alcune competenze specifiche mediante l'uso di
strumenti educativi.
Nell'ottica analogica di riscrivere un copione il Progetto ha pensato di dare
vita ad un gruppo di lavoro, che creasse i presupposti operativi per produrre un
video. Non è un laboratorio di cinema, ovvero apprendere abilità tecniche per
confezionare un prodotto multimediale, si situa al confine delle tante attività
laboratoriali di film making ma non lo oltrepassa. Spesso i laboratori di
teatro, di cinema, o di produzione in genere che vengono organizzati dalle
scuole, sono centrati sulla acquisizione di abilità tecniche e come plus
trasversale c'è la maturazione (peraltro propria di ogni esperienza) di capacità
relazionali, di pianificazione, programmazione. La logica di TOP e TAP è
inversa. Il prodotto è quasi un pretesto, il lavoro educativo è centrato sullo
sviluppo e perfezionamento di capacità come quelle di interazione con gli
adulti, di relazione interpersonale, di consapevolezza di risorse finalizzate ad
una performance, capacità di una progettualità a breve e medio periodo, saper
mettere a disposizione degli altri le proprie competenze, individuare vincoli e
interferenze frapposte fra obiettivi e risultati, e così via.
Attraverso un medium, uno strumento, abbiamo provato a
trasmettere messaggi specifici.
Per questioni anche legate alla differenza e specificità delle scuole
coinvolte nei due territori, i percorsi T.O.P. (Pordenone) e T.A.P.
(Monfalcone-Gorizia) nascono da una matrice simile ma con declinazioni
differenti. Nel primo territorio è stata preferito il focus dell'accompagnamento
inteso come attività laboratoriale e sviluppata quasi completamente nel periodo
legato alla fine dell'anno scolastico e quindi all'uscita dalla scuola
media e, per gli studenti delle superiori, alla fine del primo anno. È stata
intesa come una attività di potenziamento (quindi "VAI al TOP!") di percorsi già
in essere, per scoprire e consolidare scelte e capacità, ripensare a momenti di
difficoltà in vista dell'anno successivo.
Per Gorizia si è resa necessaria un'azione focalizzata sull'accompagnamento
fra un ciclo e l'altro dove ragazzi in uscita dalla scuola media insieme a
quelli già inseriti in un percorso di istruzione hanno potenziato le loro
capacità di "accompagnarsi" ("VIENI al TAP!") in una sorta di peer education
(anche se in questo caso il termine potrebbe essere improprio) lavorando in
maniera mirata sul tema della transizione e svolgendo una attività a cavallo dei
due anni scolastici. Anche i temi del corto realizzato in questo territorio (il
video delle scuole di Monfalcone, "Giorni difficili") riflettono la centratura
sul tema del passaggio, l'esito dell'esame, il rapporto con i genitori nel
momento della scelta, il rapporto fra pari. Con tempi e contenuti differenti gli
obiettivi dei due percorsi sono stati comunque simili, ed aderenti al "piano di
volo" comune.
Tracciamo infine, per macro aree di attività, gli step che ogni gruppo ha
sviluppato al suo interno. Naturalmente le attività previste corrispondono ad
una pianificazione di massima rispetto agli obiettivi del Progetto.
Strumenti, tempi, metodi e tecniche sono stati frutto di un aggiustamento in
itinere, originato dalle caratteristiche di ogni gruppo, dal diverso bagaglio
professionale degli operatori e dalla loro sensibilità individuale.
Ecco la traccia di lavoro, trasversale a tutti i gruppi di
studenti:
- conoscenza del gruppo, regole comuni e condivisione
del "piano di volo";
- mappa delle risorse, creatività e ruoli;
- incontro con la regista: andare a scuola di cinema;
- sviluppo del soggetto del video;
- tempesta di idee: problem solving nella definizione
dei contenuti;
- collaborazione e gestione di punti di vista diversi;
- ruoli sul set (ma anche fuori&);
- prima bozza della nostra sceneggiatura;
- fare il punto della situazione con i tutor;
- fare il punto della situazione con la regista e i
tutor;
- ultimi appuntamenti prima del ciack;
- costruzione del set, riprese (con la regista) e
apprendimenti on the job;
- un ponte per i prossimi mesi.
Ogni macro obiettivo è stato approfondito soprattutto nei suoi aspetti
"meta", ovvero mediante una sistematizzazione degli apprendimenti personali e in
gruppo, alla fine di ogni sessione di lavoro. Mediante domande di partenza anche
semplici, del tipo "cosa mi porto a casa oggi" o "quali paure lascio qui" sono
stati realizzati cartelloni, interviste, diari personali. Parallelamente (ovvio,
ma necessario) tutto l'occorrente per il video (soggetto sceneggiatura, ruoli&)
è stato oggetto di una attenzione organizzativa da parte dei ragazzi, ognuno per
quanto concerne il proprio ruolo, e supervisionata dai tutor. La produzione
cinematografica, come si sa, ha dei tempi precisi! Il lavoro dei gruppi, legato
allo sviluppo di quanto necessario per le riprese finali, è stato pressoché
costante e regolare. Tutti i gruppi sono arrivati al giorno delle riprese con la
dotazione di materiali e competenze necessarie ad ultimare il lavoro e
trasformarsi per un giorno in "troupe" cinematografica.
Ogni ragazzo ha
condiviso un proprio "diario di bordo" con il tutor di riferimento e con il
gruppo, ovvero un vero e proprio diario delle attività dove ognuno ha annotato
senza una griglia precisa ma con sistematicità elementi relativi al proprio
percorso. I tutor hanno comunque suggerito di annotare elementi rispetto alla
natura delle attività, al proprio grado di coinvolgimento e partecipazione, ai
propri apprendimenti.
Un lavoro simile ma con criteri condivisi è stato
effettuato dai tutor, mediante una sistematica documentazione attività svolte e
una osservazione libera del percorso dei partecipanti e dell'evoluzione del
gruppo.
Gli strumenti e i dispositivi sono stati per lo più
discussi in equipe ma comunque legati al bagaglio professionale del singolo
operatore. Attraverso discussioni aperte o strutturate, interviste fra i membri
del gruppo degli studenti con la finalità di sviluppare la conoscenza reciproca,
realizzazione di poster a tema, giochi di ruolo di matrice socioeducativa, ha
fatto sì che ognuno in gruppo riflettesse sulle proprie strategie personali di
fronteggiamento dei compiti proposti, maturasse una maggiore consapevolezza dei
propri interessi e preferenze, e del proprio stile nel monitorare e fronteggiare
le diverse situazioni. Sono stati evidenti, nel corso del progetto, alcuni
cambiamenti importanti, come ad esempio quelli relativi ad uno svolgimento del
lavoro di gruppo in maniera coordinata, valorizzando ogni singolo componente, un
miglioramento della comunicazione con gli adulti, il rispetto delle
regole.