Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
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immagine non significativa   Iniziative   Vai al T.O.P. e Vieni al T.A.P. (2006-2007)   Articolazione dell'intervento sperimentale
     

Articolazione dell'intervento sperimentale


Il percorso proposto non è, e non vuole essere, né una replica di ciò che si fa a scuola come attività di laboratorio (molte realtà prevedono percorsi di cinema, teatro, arti visive in genere), né una attività consulenziale che nei territori interessati è già svolta da psicologi dei Centri regionali.
L'esperienza può costituire per alcuni ragazzi una risorsa aggiuntiva, nel caso in cui il contesto scolastico abbia esaurito le risorse disponibili e dove le relazioni con gli adulti e con l'istituzione per una serie di questioni siano divenute rigide ed ingabbiate in ruoli difficili da trasformare, e le possibilità di prosecuzione del percorso formativo viste come lontane e poco interessanti.


I primi attori del Progetto sono stati gli studenti, che pur avendo a disposizione percorsi di tutorato di "prevenzione primaria" (con i docenti a scuola), sono stati individuati come potenziali soggetti a rischio di dispersione.
Sono adolescenti che "cristallizzano" il loro ruolo di ragazzi difficili e non riescono ad uscirne.
Allo stesso modo, gli adulti che hanno a che fare con loro con tutta probabilità rispondono simmetricamente a ciò, non riuscendo a loro volta a mettere in campo ruoli diversi che possano far ripartire la relazione. L'idea principale, legata anche all'utilizzo di risorse del territorio e non legate alla scuola, è che bisogna offrire a questi ragazzi un'esperienza di rottura del copione, creare una cornice differente dove con adulti possano rigiocarsi in uno spazio  che abbia anche linguaggi luoghi, ritmi differenti e che perciò possa anche essere vissuto come neutro.
Il dispositivo di aggancio nei confronti dei ragazzi è legato alla realizzazione di quattro cortometraggi a tema, da socializzare in due eventi finali, alla presenza di studenti, insegnanti, dirigenti scolastici.


Il vantaggio di costruire un set (in senso "tecnico-educativo" ma anche in senso cinematografico, in questo caso) che si pone al confine fra dentro e fuori, dà la possibilità ai partecipanti di esperire ruoli nuovi, guardare il mondo della formazione con altri occhi, ma soprattutto sperimentare, in una attività che li vede protagonisti, le loro competenze; nello specifico competenze finalizzate ad un prodotto tangibile per sé e per gli altri in tempi molto rapidi. Chi si occupa di adolescenti sa che la variabile tempo/risultato è cruciale se la si lega alla motivazione. I ragazzi coinvolti in T.O.P. e T.A.P., costruendo in poco più di quattro mesi le condizioni per realizzare un prodotto hanno soddisfatto senz'altro la loro "sete" di risultati immediati, legandoli fortemente ad un loro ruolo attivo e non a variabili di locus esterne, come a volte avviene nel valutare risultati di attività in un lungo periodo. Inoltre l'aver realizzato un vero e proprio lavoro finale con una regista professionista, e quindi confrontandosi con una figura tecnica fortemente centrata sulla realizzazione di obiettivi specifici hanno senz'altro sperimentato un contesto molto vicino a quello lavorativo, verificando così la propria adeguatezza o inadeguatezza su alcune competenze o atteggiamenti e tradurli in bisogni formativi.


L'altro nucleo di protagonisti è quello dell'equipe di Progetto, composta da cinque tutor, un coordinatore della sperimentazione, una regista professionista, con il coinvolgimento in alcuni momenti anche dei coordinatori e  di alcuni psicologi dei due Centri di orientamento interessati, già impegnati nelle stesse scuole in percorsi di contrasto alla dispersione. La forza dei tutor è stata nella creazione di un gruppo di lavoro stabile e coeso, che ha condiviso prioritariamente obiettivi, strumenti e metodi, e che ha così potuto realizzare pienamente gli scopi del progetto attraverso percorsi anche individuali, dettati dalla propria professionalità ed attitudine specifica. È stata quindi dedicata particolare cura all'equipe fissando riunioni di coordinamento ed assistenza tecnica a scadenze periodiche, in coincidenza dei principali step del percorso.

 

La struttura del Progetto si è articolata  nelle seguenti fasi di lavoro:

FASE n° 1:  Il lancio del progetto
Al gruppo di studenti, identificati dalle scuole che partecipano alla sperimentazione, viene presentata l'iniziativa  in un incontro collettivo (attivazione di gruppi di lavoro per realizzare una serie di video "a tema" da presentare e valorizzare  in un evento finale) e vengono attivati alcuni dispositivi motivazionali per promuovere una adesione al progetto da parte dei  partecipanti.  Dopo questo primo momento introduttivo, il gruppo degli studenti comincia a  lavorare in modo attivo con i tutor dei Centri di orientamento e con la regista (cioè l'esperto che fa da supporto alla realizzazione e al montaggio dei video realizzati dai ragazzi).

 

FASE n° 2   Il lavoro a scuola
L'attività del progetto prosegue per sotto-gruppi con incontri presso le singole scuole di appartenenza degli studenti.  Gli incontri sono finalizzati a costruire le condizioni per poter realizzare il video da presentare all'evento finale, in specifico vengono condotte dai tutor delle attività laboratoriali strumentali a questo obiettivo  (del tipo: definire le regole di lavoro, distribuire i ruoli, assegnare compiti operativi, stabilire modalità di verifica, etc.) ma con la finalità più generale di potenziare negli studenti alcune competenze trasversali che costituiscono comunque un pre-requisito indispensabile per portare avanti positivamente il proprio percorso formativo.

 

FASE n° 3  Il lavoro estivo
Con la conclusione dell'anno scolastico, il progetto continua la propria attività presso il Centro di orientamento (e altri spazi reperiti ad hoc) con l'aggregazione di alcuni sottogruppi (trasversale alle singole scuole di appartenenza). Gli incontri sono sempre finalizzati alla realizzazione del filmato.

 

FASE n° 4   La funzione di accompagnamento durante la sperimentazione
A livello personale, i tutor seguono eventuali problematiche di orientamento (scelta post-terza media) o di ri-orientamento  in prima superiore, in stretto collegamento con i docenti referenti e con gli psicologi del Centro regionale che operano presso le singole scuole.
Per la ripresa del nuovo anno scolastico, tutor e docenti della scuola superiore elaborano specifiche modalità di coinvolgimento del gruppo di sperimentazione nelle attività di accoglienza previste per le prime classi.

 

FASE n° 5   La socializzazione dei prodotti
L'intervento ponte si conclude, dopo la fase di inserimento nel nuovo ciclo di studi, con l'organizzazione di un evento di presentazione dei filmati costruiti dai diversi gruppi e relativa premiazione (ogni video viene valorizzato per uno specifico aspetto). 

 

FASE n° 6  Dopo il Progetto
Il rapporto di tutorato che gli operatori hanno costruito con i ragazzi e le ragazze attraverso la partecipazione all'iniziativa sperimentale continua nel nuovo anno scolastico che per gli studenti della terza media costituisce anche il momento di ingresso nel  ciclo di studi superiore. Tutor e docenti della scuola superiore elaborano specifiche modalità di coinvolgimento del gruppo di sperimentazione nelle attività di accoglienza previste per le prime classi (questa fase di lavoro è in corso di realizzazione nel primo semestre del 2007).

 

Il percorso di accompagnamento è stato presentato, ed ha rappresentato per le scuole coinvolte, altro attore della sperimentazione, una risorsa aggiuntiva e non sostitutiva di momenti di orientamento o ri-orientamento già in corso. I passaggi di tipo operativo, necessari per la realizzazione del progetto, sono stati i seguenti:

 


a) presentazione del progetto alle scuole e raccolta delle adesioni;
b) primi contatti con le scuole interessate;
c) costruzione di un calendario di massima delle attività;
d) lavoro con le singole scuole, attraverso l'individuazione di insegnanti referenti, per condividere i criteri di selezione/segnalazione degli studenti;
e) riunioni di staff per condivisione segnalazioni raccolte e feedback dalle scuole;
f) perfezionamento della programmazione delle attività;
g) verifica delle disponibilità logistiche da parte delle singole scuole per effettuare gli incontri con gli studenti a cura dell'équipe di tutorato;
h) assegnazione gruppo - figure di tutorato;
i) coinvolgimento, attraverso le scuole, delle famiglie interessate;
j) presentazione in plenaria del progetto al gruppo target attraverso una giornata di animazione territoriale;
k) coinvolgimento nell'animazione territoriale delle funzioni tecniche di coordinamento e di realizzazione del prodotto (la regista);
l) calendarizzazione dei laboratori di attività per i singoli gruppi;
m) evento di condivisione dei prodotti finali (proiezione dei video) alla presenza dei docenti-referenti delle scuole e degli studenti interessati;
n) presa in carico personalizzata dei singoli studenti da parte dei tutor nella fase di avvio del nuovo anno scolastico.