Articolazione dell'intervento sperimentale
Il percorso proposto non è, e non vuole essere, né una replica di ciò che
si fa a scuola come attività di laboratorio (molte realtà prevedono percorsi di
cinema, teatro, arti visive in genere), né una attività consulenziale che nei
territori interessati è già svolta da psicologi dei Centri
regionali.
L'esperienza può costituire per alcuni
ragazzi una risorsa aggiuntiva, nel caso in cui il contesto scolastico abbia
esaurito le risorse disponibili e dove le relazioni con gli adulti e con
l'istituzione per una serie di questioni siano divenute rigide ed ingabbiate in
ruoli difficili da trasformare, e le possibilità di prosecuzione del percorso
formativo viste come lontane e poco interessanti.
I primi attori del Progetto sono stati gli
studenti, che pur avendo a disposizione percorsi di tutorato di "prevenzione
primaria" (con i docenti a scuola), sono stati individuati come potenziali
soggetti a rischio di dispersione.
Sono adolescenti che "cristallizzano" il
loro ruolo di ragazzi difficili e non riescono ad uscirne.
Allo stesso modo,
gli adulti che hanno a che fare con loro con tutta probabilità rispondono
simmetricamente a ciò, non riuscendo a loro volta a mettere in campo ruoli
diversi che possano far ripartire la relazione. L'idea principale, legata anche
all'utilizzo di risorse del territorio e non legate alla scuola, è che bisogna
offrire a questi ragazzi un'esperienza di rottura del copione, creare una
cornice differente dove con adulti possano rigiocarsi in uno spazio che
abbia anche linguaggi luoghi, ritmi differenti e che perciò possa anche essere
vissuto come neutro.
Il dispositivo di aggancio nei confronti dei ragazzi è
legato alla realizzazione di quattro cortometraggi a tema, da socializzare in
due eventi finali, alla presenza di studenti, insegnanti, dirigenti scolastici.
Il vantaggio di costruire un set (in senso
"tecnico-educativo" ma anche in senso cinematografico, in questo caso) che si
pone al confine fra dentro e fuori, dà la possibilità ai partecipanti di
esperire ruoli nuovi, guardare il mondo della formazione con altri occhi, ma
soprattutto sperimentare, in una attività che li vede protagonisti, le loro
competenze; nello specifico competenze finalizzate ad un prodotto tangibile per
sé e per gli altri in tempi molto rapidi. Chi si occupa di adolescenti sa che la
variabile tempo/risultato è cruciale se la si lega alla motivazione. I ragazzi
coinvolti in T.O.P. e T.A.P., costruendo in poco più di quattro mesi le
condizioni per realizzare un prodotto hanno soddisfatto senz'altro la loro
"sete" di risultati immediati, legandoli fortemente ad un loro ruolo attivo e
non a variabili di locus esterne, come a volte avviene nel valutare risultati di
attività in un lungo periodo. Inoltre l'aver realizzato un vero e proprio lavoro
finale con una regista professionista, e quindi confrontandosi con una figura
tecnica fortemente centrata sulla realizzazione di obiettivi specifici hanno
senz'altro sperimentato un contesto molto vicino a quello lavorativo,
verificando così la propria adeguatezza o inadeguatezza su alcune competenze o
atteggiamenti e tradurli in bisogni formativi.
L'altro nucleo di protagonisti è quello dell'equipe
di Progetto, composta da cinque tutor, un coordinatore della sperimentazione,
una regista professionista, con il coinvolgimento in alcuni momenti anche dei
coordinatori e di alcuni psicologi dei due Centri di orientamento
interessati, già impegnati nelle stesse scuole in percorsi di contrasto alla
dispersione. La forza dei tutor è stata nella creazione di un gruppo di lavoro
stabile e coeso, che ha condiviso prioritariamente obiettivi, strumenti e
metodi, e che ha così potuto realizzare pienamente gli scopi del progetto
attraverso percorsi anche individuali, dettati dalla propria professionalità ed
attitudine specifica. È stata quindi dedicata particolare cura all'equipe
fissando riunioni di coordinamento ed assistenza tecnica a scadenze periodiche,
in coincidenza dei principali step del percorso.
La struttura del Progetto si è articolata nelle seguenti fasi
di lavoro:
FASE n° 1: Il lancio del progetto
Al gruppo di
studenti, identificati dalle scuole che partecipano alla sperimentazione, viene
presentata l'iniziativa in un incontro collettivo (attivazione di gruppi
di lavoro per realizzare una serie di video "a tema" da presentare e
valorizzare in un evento finale) e vengono attivati alcuni dispositivi
motivazionali per promuovere una adesione al progetto da parte dei
partecipanti. Dopo questo primo momento introduttivo, il gruppo degli
studenti comincia a lavorare in modo attivo con i tutor dei Centri di
orientamento e con la regista (cioè l'esperto che fa da supporto alla
realizzazione e al montaggio dei video realizzati dai ragazzi).
FASE n° 2 Il lavoro a scuola
L'attività del progetto prosegue per sotto-gruppi con
incontri presso le singole scuole di appartenenza degli studenti. Gli
incontri sono finalizzati a costruire le condizioni per poter realizzare il
video da presentare all'evento finale, in specifico vengono condotte dai tutor
delle attività laboratoriali strumentali a questo obiettivo (del tipo:
definire le regole di lavoro, distribuire i ruoli, assegnare compiti operativi,
stabilire modalità di verifica, etc.) ma con la finalità più generale di
potenziare negli studenti alcune competenze trasversali che costituiscono
comunque un pre-requisito indispensabile per portare avanti positivamente il
proprio percorso formativo.
FASE n° 3 Il lavoro estivo
Con
la conclusione dell'anno scolastico, il progetto continua la propria attività
presso il Centro di orientamento (e altri spazi reperiti ad hoc) con
l'aggregazione di alcuni sottogruppi (trasversale alle singole scuole di
appartenenza). Gli incontri sono sempre finalizzati alla realizzazione del
filmato.
FASE n° 4 La funzione di accompagnamento durante la
sperimentazione
A livello personale, i tutor seguono eventuali
problematiche di orientamento (scelta post-terza media) o di
ri-orientamento in prima superiore, in stretto collegamento con i docenti
referenti e con gli psicologi del Centro regionale che operano presso le singole
scuole.
Per la ripresa del nuovo anno scolastico, tutor
e docenti della scuola superiore elaborano specifiche modalità di coinvolgimento
del gruppo di sperimentazione nelle attività di accoglienza previste per le
prime classi.
FASE n° 5 La socializzazione dei prodotti
L'intervento ponte si conclude, dopo la fase di inserimento
nel nuovo ciclo di studi, con l'organizzazione di un evento di presentazione dei
filmati costruiti dai diversi gruppi e relativa premiazione (ogni video viene
valorizzato per uno specifico aspetto).
FASE n° 6 Dopo il Progetto
Il rapporto di tutorato che gli
operatori hanno costruito con i ragazzi e le ragazze
attraverso la partecipazione all'iniziativa sperimentale continua nel nuovo anno scolastico che per gli
studenti della terza media costituisce anche il momento
di ingresso nel ciclo di studi superiore. Tutor e docenti della scuola
superiore elaborano specifiche modalità di coinvolgimento del gruppo di sperimentazione nelle attività di
accoglienza previste per le prime classi (questa fase di lavoro
è in corso di realizzazione nel primo semestre del 2007).
Il percorso di accompagnamento è stato presentato, ed ha rappresentato per le
scuole coinvolte, altro attore della sperimentazione, una risorsa aggiuntiva e
non sostitutiva di momenti di orientamento o ri-orientamento già in corso. I
passaggi di tipo operativo, necessari per la realizzazione del progetto, sono
stati i seguenti:
a) presentazione del progetto alle scuole e raccolta delle
adesioni;
b) primi contatti con le scuole
interessate;
c) costruzione di un calendario di massima delle
attività;
d) lavoro con le singole scuole, attraverso l'individuazione
di insegnanti referenti, per condividere i criteri di selezione/segnalazione
degli studenti;
e) riunioni di staff per condivisione segnalazioni
raccolte e feedback dalle scuole;
f) perfezionamento della
programmazione delle attività;
g) verifica delle disponibilità
logistiche da parte delle singole scuole per effettuare gli incontri con gli
studenti a cura dell'équipe di tutorato;
h) assegnazione gruppo - figure
di tutorato;
i) coinvolgimento, attraverso le scuole, delle famiglie
interessate;
j) presentazione in plenaria del progetto al gruppo target
attraverso una giornata di animazione territoriale;
k) coinvolgimento
nell'animazione territoriale delle funzioni tecniche di coordinamento e di
realizzazione del prodotto (la regista);
l) calendarizzazione dei
laboratori di attività per i singoli gruppi;
m) evento di condivisione
dei prodotti finali (proiezione dei video) alla presenza dei docenti-referenti
delle scuole e degli studenti interessati;
n) presa in carico
personalizzata dei singoli studenti da parte dei tutor nella fase di avvio del
nuovo anno scolastico.