Nove e quindici
Ente/i di riferimento
Comune di
Pordenone
Sintesi
Il progetto Nove e
quindici consiste in un piano di interventi nella città di Pordenone a favore
dei cittadini stranieri immigrati svoltosi nell'anno 2004.
Il progetto Nove e
quindici è promosso dal Comune di Pordenone ed è composto dai 12 progetti di
seguito elencati:
1. Il servizio
immigrazione del Comune e la rete sociale e istituzionale di soggetti e servizi
che si occupano di immigrazione;
2. Il centro di
prima accoglienza (CPA);
3. Sostegno
all'abitare sociale con l'obiettivo di garantire a tutti i cittadini residenti
in città la possibilità di accedere ad una abitazione adeguata e prevenire
situazioni di sovraffollamento delle abitazioni che creano disagio sul
territorio e nel nucleo familiare;
4. Dal gioco
all'integrazione culturale;
5. Educativa
territoriale nella parrocchia del Sacro Cuore;
6. Si comincia da
basket e judo;
7. Servizio
sperimentale per l'integrazione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi
extracomunitari nelle scuole elementari e medie della
città;
8. Adolescenti in
cerca di identità;
9. Il lavoro sui
linguaggi della comunicazione: i centri Lakrus, i Centri di Aggregazione
Giovanile, il Deposito Giordani, il Centro di Produzione 'Peppino Impastato' e
l'Archivio Mediale dei Giovani Artisti Pordenonesi;
10. Il nido
multietnico;
11. Un aiuto alle
donne extracomunitarie vittime della tratta;
12. Il Tavolo per il
Dialogo inter-religioso.
Di seguito vengono
esposti i progetti che nello specifico si rivolgono ai giovani
immigrati.
Dal gioco
all'integrazione culturale
Questo progetto è
realizzato dal Comune di Pordenone con i Comuni di Porcia, Cordenons, Roveredo
in Piano e San Quirino, l'ASS n. 6, l'Associazione DADA (Associazione Attività
Educative), Cinemazero, l'Associazione culturale Farandola (per la musica),
mediatori culturali e linguistici, vari professionisti (molti dei quali
immigrati loro stessi), alcune associazioni teatrali.
I luoghi di
attuazione sono Pordenone, Porcia, Cordenons, Roveredo in Piano e San
Quirino.
La durata del progetto è
di 12 mesi rinnovabili ed è in continuità dal 1999
grazie ai finanziamenti della Legge 285. Per l'anno scolastico 2004-2005, esauriti
i finanziamenti della Legge 285, vengono utilizzati quelli della Legge
328.
Il progetto promuove
cicli di incontri con le madri immigrate che affrontano i problemi della
genitorialità in un contesto socio-culturale diverso da quello di origine.
Inoltre, in accordo con le scuole e gli altri servizi rivolti ai minori, si
realizzano iniziative e laboratori nelle scuole elementari, finalizzati allo
scambio di conoscenze, consuetudini, giochi, rappresentazioni teatrali e
musicali tra le diverse culture, con particolare attenzione al confronto tra
quella locale e quella straniera.
All'interno del
progetto si realizzano anche esperienze di 'classi aperte' gestite da
insegnanti, educatori e volontari che partecipano a un corso di formazione sul
tema dei linguaggi e delle arti espressive alternative all'uso della lingua
italiana.
Tutti questi
progetti mirano a sensibilizzare i genitori, gli operatori dei diversi servizi e
la comunità intera rispetto ai diritti di tutti i minori, promuovendone il
benessere e la qualità della vita e migliorando l'offerta dei servizi in termini
di accoglienza e di integrazione nel contesto sociale.
Educativa
territoriale nella parrocchia del Sacro Cuore
Il Comune di
Pordenone, ininterrottamente dal 2001 e in collaborazione con l'Associazione
Scarabeo per il pre e post scuola, la parrocchia del Sacro Cuore, che mette a
disposizione i locali e il Terzo Circolo Didattico, organizza un doposcuola
rivolto ai bambini di varie nazionalità.
I bambini vengono
seguiti dagli scout come volontari, con la collaborazione del Terzo Circolo
Didattico di Pordenone per i progetti personalizzati dei bambini con difficoltà
scolastiche.
Al doposcuola il
bambino straniero, con l'apporto di figure educative adeguate, ripassa i
contenuti appresi in classe e svolge i compiti con quell'aiuto che non potrebbe
ricevere a casa. Il bambino inoltre si trova ad avere un accesso facilitato alle
altre attività del quartiere, quali gli scout e le attività
sportive.
Si comincia
da basket e judo
Il Comune di
Pordenone e il Comune di Cordenons hanno dato vita a questo progetto in accordo
con il 'Sistema Basket Pordenone', che raggruppa la quasi totalità delle società
sportive di basket maschile e femminile del pordenonese, e con la Polisportiva
Villanova, che si occupa di judo.
Il progetto è
iniziato nel 2004 ed ha una durata di 12 mesi rinnovabili.
L'obiettivo di
questo progetto è far sì che anche il bambino straniero, al pari dei compagni
italiani, possa usufruire di attività sportive e crescere con lo sport. Molte
famiglie di immigrati non sono in grado di sostenere i costi e i percorsi per le
attività sportive dei propri figli a causa di scarse risorse economiche, per la
mancanza di mezzi di trasporto o per mancanza di tempo. Per questo motivo il
progetto si propone di aiutare economicamente le famiglie dei giovani immigrati
per l'iscrizione dei propri figli ai corsi di judo e di
pallacanestro.
Servizio
sperimentale per l'integrazione di bambini e bambine, ragazze e ragazzi
extracomunitari nelle scuole elementari e medie della
città
Questo progetto, in
continuità dal 2002, è frutto di una cooperazione tra Amministrazione Comunale,
Scuole, Azienda per i servizi Sanitari n. 6, Associazione Scarabeo, G.A.S.PE.
(Gruppo per un'Alternativa Socio Politica all'Emarginazione) e Consultorio
Noncello.
Questo progetto si
propone di offrire un servizio di accoglienza della famiglia immigrata all'interno della
scuola volto ad abbattere le difficoltà che essa incontra con tale
sistema.
Il progetto vede il
coinvolgimento delle scuole della città. La finalità è quella di avviare forme
di mediazione culturale e strategie di coinvolgimento della famiglia immigrata
che portino a un migliore inserimento dello studente straniero a scuola. In
particolare il servizio accompagna i minori all'interno del sistema scolastico,
ne ascolta i bisogni, ne conosce e sostiene le difficoltà, li integra nelle
attività strutturate dalla scuola, formando un sistema di
raccordo.
I compiti di tale
servizio sono:
-
accompagnare i genitori nella comprensione del sistema scolastico e delle
sue finalità, nonché trovare dei punti di condivisione rispetto agli obiettivi
della scuola stessa, al fine di valorizzarla;
- realizzare un servizio di ascolto partecipato delle istanze dei genitori
in ordine alle aspettative che essi ripongono nell'istituzione scolastica,
accogliendo il loro immaginario di scuola, attraverso degli spazi di incontro e
pensando a momenti di incontro con genitori italiani;
-
strutturare un gruppo di operatori come psicologi, assistenti sociali e
insegnanti che, ascoltando e analizzando le difficoltà di alcuni bambini e
osservandoli attraverso la cultura di appartenenza, possono trovare delle
soluzioni in collaborazione con i servizi sociali per abbattere eventuali
difficoltà;
- effettuare un'attività volta all'acquisizione e allo sviluppo di
linguaggi di comunicazione che consentano ai giovani immigrati extracomunitari
di contaminare le loro culture di provenienza con quella dei giovani locali e
viceversa;
-
strutturare momenti di verifica, per migliorare il servizio e per
misurare il livello di soddisfazione delle famiglie immigrate, delle famiglie
italiane, degli insegnanti e degli operatori impegnati nel
progetto.
Adolescenti
in cerca d'identità
Questo progetto è in continuità dal
2003 ed è proposto dal Comune di Pordenone in collaborazione con le scuole
della città di Pordenone, l'ASS n. 6 e il Centro di Orientamento di Pordenone della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il progetto
'Adolescenti in cerca d'identità' consiste nell'attivazione di un gruppo di auto
aiuto per gli adolescenti, su esplicita richiesta delle famiglie che chiedono
supporto per i figli e su istanza della scuola, che si trova in difficoltà nel
relazionarsi con i giovani immigrati e con i problemi d'inserimento a essi
connessi.
Il gruppo di auto
aiuto è condotto da due assistenti sociali ed è supportato da un supervisore
esterno ed esperto di fenomeni migratori.
L'obiettivo è quello
di comprendere le dinamiche d'integrazione.
E' in attivazione anche un nuovo progetto in collaborazione con il Centro
di Orientamento della Regione Friuli Venezia Giulia e le scuole medie della
città di Pordenone.
Il lavoro
sui linguaggi della comunicazione: i centri Lakrus, i Centri di
Aggregazione Giovanile, il Deposito Giordani, il Centro di Produzione 'Peppino
Impastato' e l'Archivio Mediale dei Giovani Artisti
Pordenonesi.
Questo progetto
nasce dalla collaborazione tra il Comune di Pordenone, l'ARCI (Associazione
Ricreativa Culturale Italiana), le cooperative sociali, l'ASS n. 6 e la
Provincia. Ha durata annuale ed è rinnovabile; è in continuità dal
2001.
Nella consapevolezza
che per una buona integrazione è fondamentale la comunicazione fra gli
adolescenti immigrati e i loro coetanei italiani, e che spesso la lingua è un
ostacolo a questa comunicazione, questo progetto si propone di affiancare alla
lingua parlata altri linguaggi, quali la musica, le arti visive, la moda, il
cinema, la televisione e internet, mettendo a disposizione spazi, mezzi e
strumenti.
I giovani immigrati,
ma anche gli adolescenti italiani, si trovano così a cantare insieme, a formare
dei gruppi musicali e a collaborare nell'elaborazione di software adatti alla
produzione della musica che vogliono realizzare.
Il nido
multietnico
I soggetti coinvolti
in questo progetto sono il Comune di Pordenone e la Cooperativa Sociale
Melarancia. Il progetto, della durata di 12 mesi rinnovabili, è in continuità
dal 2002.
Il Comune interviene
a pagare alle famiglie che non hanno trovato posto nei nidi comunali la
differenza fra quanto pagano nel nido privato e quel che avrebbero pagato in
quello pubblico.
La Cooperativa
Sociale Melarancia ha avviato una sperimentazione nel suo nido di Via Auronzo,
predisponendolo in particolare per i bambini immigrati. Il personale è stato
ampiamente coinvolto, nel tentativo (riuscito) di comprendere il più possibile
della complessa problematica dei comportamenti dei genitori dei bambini
immigrati.
Il tavolo
per il dialogo inter-religioso
I soggetti coinvolti
in questo progetto, oltre al Comune di Pordenone, sono la Chiesa Cattolica
(Commissione Diocesana per l'Ecumenismo), la Chiesa Evangelica Battista, la
Chiesa Ortodossa, le Chiese Etniche, il Centro Culturale Islamico,
l'Associazione Italia-Israele, i singoli credenti interessati al dialogo tra le
religioni. La durata del progetto è di 12 mesi rinnovabili; è attivo senza
interruzioni dal 2001.
Il Comune sostiene
le attività di coordinamento fra le varie chiese e culti etnici e le utilizza
come strumenti di collegamento con le comunità immigrate.
Favorisce inoltre le
attività di promozione sociale avviate dalle chiese e dai culti etnici che
vadano nella direzione del dialogo culturale, sociale, religioso ed accettino
forma e sostanza della democrazia italiana fondata sui diritti inalienabili
della persona umana.
Durante l'inverno viene inoltre organizzata la Settimana del Dialogo
Interreligioso, che coinvolge le scuole della città di Pordenone con l'intento
di divulgare il patrimonio culturale, storico e etnico di tutte le religioni
coinvolte nel progetto.