Ente/i di
riferimento
Centro Caritas dell'Arcidiocesi di
Udine Onlus
Sintesi
Il progetto Farfalla, attivo dal
1997, si occupa dell'accoglienza e dell'integrazione sociale di donne e di
minori vittime della tratta di esseri umani a scopo di abuso
sessuale.
L'obiettivo è quello di realizzare
programmi di assistenza e integrazione sociale per donne e minori vittime della
tratta, sottraendole alle organizzazioni criminali che le sfruttano e
accompagnandole alla collaborazione con le forze di polizia, alla denuncia degli
sfruttatori e assistendole in tutte le fasi processuali, dando loro accoglienza
e accompagnamento, secondo le diverse esigenze che presentano, predisponendo
con loro programmi flessibili e individualizzati, fino all'acquisizione
dell'autonomia.
Il progetto vuole inoltre
sensibilizzare tutta la comunità alla presenza, seppur nascosta, del fenomeno
della tratta e favorire l'integrazione di ragazze minori e donne, sul territorio
regionale.
I programmi di assistenza e
integrazione sociale si attuano attraverso 3 fasi:
-
l'attività di Pronto intervento. Gli operatori del Pronto
intervento sono i primi ad avere un contatto, tramite colloquio, con le ragazze
attraverso il servizio di ascolto al quale le ragazze per la maggior parte si
rivolgono spontaneamente per aiuti concreti (documenti, problemi sanitari, ecc.)
oppure vi vengono indirizzate dal Comando dei Carabinieri, dall'Ospedale, dalla
Questura o dal Consultorio che verificano situazioni di emergenza. L'obiettivo
del Primo intervento è quello di conoscere e stabilire con la ragazza un
rapporto di fiducia, che le permetta di fidarsi dell'aiuto propostole e
permettere agli operatori di comprendere la situazione personale e proporle di
entrare nel programma di protezione sociale;
-
la
struttura di Prima accoglienza. Numerosi sono gli obiettivi di questa seconda
fase: garantire alla ragazza protezione e sicurezza sia sul piano fisico sia su
quello psicologico. La ragazza viene accompagnata nell'eventuale denuncia degli
sfruttatori e poi in tutte le fasi successive e processuali. La ragazza, per
tempi brevi, viene accolta nella struttura di Prima accoglienza; conoscere la
ragazza, la sua personalità, il suo percorso di vita e le sue aspirazioni;
predisporre con la ragazza e gli operatori un programma di integrazione che
prevede l'alfabetizzazione alla lingua italiana, una formazione scolastica
specifica, l'inserimento in attività ricreative (ricamo, cucina, canto) o
sportive a seconda delle richieste/attitudini della ragazza. La ragazza viene
iscritta a corsi di lingua e di formazione organizzati da scuole professionali
del territorio; l'inserimento lavorativo della ragazza avviene anche mediante
predisposizione di contatti con aziende e
imprenditori.
-
la
struttura di Seconda accoglienza. Dopo un periodo anche lungo nella Prima
accoglienza, una volta consolidato il rapporto di lavoro, la ragazza viene
trasferita nella struttura di Seconda accoglienza per un periodo di 8 mesi, dove
convive con altre ragazze e con i responsabili della Struttura. Gli obiettivi di
questa terza fase sono il mantenimento del posto di lavoro, la gestione autonoma
del proprio reddito, delle amicizie e delle relazioni al di fuori della
struttura, nonché il raggiungimento dell'autonomia
abitativa.